Questione di cuore di Carmen Bruni ed intervista all’autrice

Questione di cuore di Carmen Bruni

“Nella vita è tutta una questione di cuore”

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Questo è un post tutto rosa, ma anche un po’ azzurro, per coloro che appartengono al genere maschile ma non disdegnano un po’ romanticismo e fanno un tentavo – apprezzabile 😉 – di comprendere l’universo femminile nell’età in cui sboccia.

Giorgia ha ventitré anni, è vivace, energica, combattiva, ma soprattutto è innamorata dello stesso ragazzo da tempi immemori. E tutti sappiamo che peggio del fatto che lui non si accorga minimamente dell’esistenza della ragazza che gli muore dietro c’è solo una cosa: lui considera la ragazza che gli muore dietro una sorellina.

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Insomma, i cavalieri dell’Amor Cortese fanno un baffo alla protagonista di Questione di Cuore. Lei, però, sa bene come affrontare le situazioni e questa è una delle cose che ho apprezzato di più. Si rimbocca le maniche e vive. Vive più che può, al meglio delle sue possibilità. Soffre, ma sa essere felice anche con il cuore malmenato. Non si può vivere in funzione di qualcuno che non sia se stessi.

E chissà, magari qualcuno potrebbe rivalutare le sue posizioni…

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“Questione di cuore” è un libro di una dolcezza inaspettata ma soprattutto di realtà. Una ragazza che sa fare autoironia, che pensa alla sua realizzazione personale, alle amiche, al migliorarsi è quella protagonista che regala un sorriso ad ogni lettore.

E lui? Un sogno proibito per ogni sognatrice ma, attenzione, è un ragazzo normale che vorrebbe trovare un po’ di equilibrio, di pace, di gioia, perché non sempre le cose sono facili come ci hanno fatto credere, anche se hai un bell’aspetto.

Sapete, lettori, ho conosciuto Carmen diverso tempo fa. Anche lei scriveva sulla piattaforma di fan fiction e storie originali EFP e così, amando gli stessi personaggi, ci siamo incontrate sulla stessa strada.

Lo stile di scrittura è fresco e scorrevole. Lineare ed intenso nei punti di maggiore pathos. Romantico, sì, da far sospirare. Ma soprattutto ci regala una storia adorabile, in cui quel che sembra a volte non è, quel che non sembra a volte è. Inoltre, e qui capisco di essere una privilegiata, ho letto i lavori di Carmen anteriori alla scrittura di Questione di Cuore e posso dire che c’è stato un grandissimo miglioramento, perché solo mettendosi in gioco si può davvero crescere. E lei l’ha fatto. Mi riservo i particolari scottanti per quest’invito: leggete! *.*

“Senza l’ausilio degli occhi è tutto differente: le cose superflue si annullano e rimane solo quell’emozione unica che brucia nel petto. Il battito del cuore, l’estasi nei pensieri. D’altronde chi è che vede l’amore? Chi è che quando dà un bacio non chiude gli occhi?”

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Sono davvero contentissima di ospitare qui Carmen, vi va di conoscerla?

 

Intervista a Carmen Bruni

  • Ciao, Carmen, e benvenuta nel mio angolino di sogni! *-* La letteratura d’intrattenimento esiste da quando è nata la Letteratura di tutti i tempi: ti parlo dei Greci e dei Latini e poi con lo sviluppo di tutte le altre lingue occidentali. Che cosa diresti per combattere i pregiudizi che alcuni hanno nel leggere un libro che può essere catalogato sotto la dicitura “romanzo rosa”?

 

Più che dire qualcosa, gli farei una domanda: per quale motivo hai così tanti pregiudizi su un fattore – perché alla fine, nel genere rosa, è un fattore che prevale su tutto il resto – che fa parte della vita di ognuno di noi?

 

  • “Questione di cuore” è il tuo romanzo d’esordio. Com’è nata la storia della tua frizzante Giorgia?

 

È nata per caso, come nascono sempre le mie storie e i miei personaggi. Ero nel momento giusto, con le domande giuste e qualcosa da raccontare, ed ecco che è spuntata Giorgia.

 

  • Tu e Giorgia vi somigliate? Ti ispiri mai a persone che conosci nella vita per scrivere dei tuoi personaggi?

 

Sì, Giorgia mi somiglia molto, specie nei suoi momenti di paranoia. E sì, tendo a ispirarmi a persone che conosco nella vita reale in modo da mantenere un filo caratteriale più congruo.

 

  • Alessandro: misterioso, tormentato e affascinante. Hai scritto del tuo ragazzo ideale?

 

Potrebbe essere… Dài, dico la verità.  Al novanta percento Alessandro è il mio ragazzo ideale sia caratterialmente che esteticamente.

 

  • Non bisogna mai perdere la speranza: è questo il messaggio che vuole darci Giorgia?

 

Sì, oltre a: provare a ottenere le cose che si desiderano, non dare per scontato che debba andare tutto male e vivere, perché solo se provi e senti, se ti metti in gioco e sfidi, vivi davvero. E sei libera.

 

  • L’ispirazione è una dea che esige sacrifici o una tua cara compagna?

 

Siamo compagne affiatate!

 

  • Alessandro nasconde un segreto doloroso. Quando ti sei trovata a scriverne, qual è stato il tuo stato d’animo? Senti le emozioni come le sentono i tuoi personaggi?

 

Per fortuna non mi sono mai ritrovata nella situazione di Alessandro, ma mentre scrivevo il suo pezzo immaginavo cosa avrei provato al suo posto; quando c’è bisogno di far uscire le emozioni e certi tipi di pensieri devi per forza immedesimarti così che le reazioni siano più veritiere possibile.

 

  • Quando scrivi, lo fai di getto o pianifichi tutto?

 

Scrivo di getto.

 

 

  • Quanto è importante la figura dell’editor per te ed hai una lettrice fidata a cui fai leggere ciò che scrivi?

 

Io sono abituata a scrivere da sola, ad autocorreggermi di continuo, vado avanti e torno indietro, scrivo e riscrivo e soprattutto non pianifico nulla. In un certo senso conoscere già l’esito della storia o ciò che deve succedere capitolo per capitolo mi spegne l’ispirazione. Deve essere una continua sorpresa anche per me stessa. Con l’editor è tutta un’altra storia, è come se ci fosse un’altra te però molto più obiettiva, che ti fa ragionare su qualche scena o sulla qualità di un dialogo, ti smonta i personaggi e te li ricostruisce aggiungendo qualche pezzetto fondamentale che tu avevi dimenticato.  Ti dice se un pezzo non rende particolarmente bene e te lo fa riscrivere. Ti sprona, succhia via le tue negatività, ti esalta. È una figura importante e molto utile, più vicina a te di quanto tu possa immaginare, però ha una pecca: mi fa fare gli schemi dei capitoli con ciò che deve accadere! Pensa quando le dico: ops, io non so mai cosa deve accadere.

Ho un paio di lettrici fidate oltre a delle scrittrici amiche a cui faccio leggere le bozze.

 

  • Fare la scrittrice ed essere una scrittrice: che differenza c’è?

 

Si possono fare un mucchio di cose. Impegno, dedizione, determinazione e metodo sono fattori che ci aiutano spesso a riuscire in qualcosa. Tuttavia essere è ben diverso. È natura. Essere ci nasci. Non sono dei panni che cambi quando ti pare, è la tua stessa pelle. Sei anche senza impegno, e a volte, anche se non lo vuoi.

 

  • Un tempo scrivevi fan fiction sul sito di EFP, quei tempi sono stati importanti per te?

 

Molto importanti, direi fondamentali. In quell’ambiente carpisci tanti piccoli segreti per accattivare i lettori e comprendi cosa piace alla maggior parte di loro. Poi si fa pratica, affini l’abilità e ti confronti, quindi è perfetto.

 

  • Il fenomeno del self-publishing: perché un emergente dovrebbe cominciare così?

Per prima cosa io direi di iniziare dalle fan fiction, o comunque se non si vuole pubblicare su una piattaforma come EFP o Wattpad che si faccia tanta pratica, si sperimenti, si impari. Si deve avere rispetto per se stessi e poi per le persone che leggono, quindi che si pubblichi sempre qualcosa che, indipendente dalla trama e dalla struttura, sia almeno stato letto, riletto e corretto. (E lo dico perché se tornassi indietro, prima di pubblicare il mio libro, aspetterei due settimane in più e lo leggerei altre venti volte per gli errori che ci ho lasciato dentro). Detto questo, secondo me un emergente dovrebbe cominciare dal self-publishing perché è una buona opportunità per farsi notare dalle grandi CE ed è anche un modo per vedere l’indice di gradimento del prodotto tramite le classifiche. Poi è una bella esperienza e non è detto che si debba vedere per forza come un inizio per auspicare a qualcosa di meglio, potrebbe già essere il meglio, dipende dai punti di vista.

 

  • Tu, tra dieci anni: come sei, con chi e dove?                                                                                                                                                                                                              Fra dieci anni ho quarantadue anni… Mi vedo nella mia casa, seduta nel mio angolino libroso, con le occhiaie ma con la fantasia che mi scorre negli occhi. Invento ancora storie, do volti e linguaggi nuovi all’amore, vivo mille vite e sorrido da sola. Nella stanza accanto c’è l’uomo che amo che legge una favola al nostro bambino e aspetta pazientemente che la mia immaginazione si spenga per costruire un altro pezzetto della nostra vita imperfetta ma perfetta. Sono felice.

 

  • “Io penso, disse Anna sfilandosi un guanto, che se ci sono tanti ingegni quante teste, ci sono tanti generi d’amore quanti cuori.” Così scrive Lev Tolstoj nel suo “Anna Karenina”, e visto che il tuo romanzo si chiama questione di cuore… ;), condividi questa frase?

 

Condivido assolutamente. Non c’è mai un amore uguale all’altro.

 

  • Hai altre storie in cantiere?

 

483942 va bene come numero?

 

  • E se… e se non fosse stato Alessandro a partire, ma Giorgia?

 

Oddio… Perché mi hai detto questa cosa? Adesso scriverò un What if, lo sai, vero?

Ah, le fanfictioner che ci sono in noi, non si smentiranno mai!

 

Ancora grazie a Carmen per aver accettato di essere intervistata e per le bellissime risposte *.* Se vi state chiedendo cosa siano le fanfiction, arriverà un post a proposito!

Anzi, arriverà sicuramente, in modo che io possa vaneggiare al meglio *-*

(Anche un post sul perché i puffi sono blu sembra più entusiasmante di aprire quel libro – sempre blu ma molto più grande dei puffi – che devo studiare per il prossimo esame… *rolls* *aiuto* *salvatemi*)

 

Al prossimo post 🙂

 

Arianna

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