Life in squares (Miniserie della BBC)

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Mentre si spoglia, Vanessa si toglie il corpetto, lo butta via con un verso di rabbia e vittoria e quasi grida, con voce cavernosa, “libertà!”.

Ho individuato in questa scena, cari lettori, l’emblema di tutta questa meravigliosa miniserie sulla vita delle due sorelle Stephen, che un giorno saranno la pittrice Vanessa Bell, interpretata da un’abilissima Phoebe Fox, e l’acclamatissima scrittrice Virginia Woolf, a cui Lydia Leonard presta il suo volto con grande naturalezza.

La prospettiva è originalissima: si sofferma sulla sorella meno celebre, Vanessa, che sarà il catalizzatore d’arte che darà origine nella prima metà del XX secolo al circolo di Bloomsbory, paradiso d’amore e creatività e libertà, poiché Amore ed Arte sono solo alcune delle manifestazioni dell’essere vivi e liberi a questo mondo.

Dopo la morte di un padre padrone, le due sorelle si allietano al pensiero di una vita senza uomini; aborrano l’idea del matrimonio come la Dafne che Apollo trasformò in alloro e sono finalmente felici. Ma Vanessa e Virginia sono due anime distinte per quanto nell’affetto desiderino, a volte, unirsi dolcemente quasi fossero due nuvole, una più chiara ed una più scura che però riescono ad essere una sola contro le tempeste del cielo.

Incuriosita dal pittore Duncan Grant, interpretato dal talentuoso James Norton, bisessuale dalle particolari preferenze verso gli uomini con cui intrattiene un rapporto di amicizia artistica e profonda, Vanessa, anche in seguito a un lutto doloroso, s’innamora dei sentimenti di Clive Bell e di Clive stesso, a cui il bravissimo attore Sam Hoare dà vita, e accetta di sposarlo; Virginia grida al tradimento e le due nuvole si allontano pur rimanendo nella stessa atmosfera. Tuttavia si cercano, inevitabilmente, nel perdono ovvio che avviene quando si ha lo stesso sangue e un cuore somigliante.

Perché l’Amore in ogni sua forma guida le esistenze di queste due donne: un sentimento fuori da ogni schema, dalla natura selvaggia e al tempo stesso pura, egoista e meravigliosa e altruista e matura, che porta gli individui che lo provano a un livello tale dell’esistenza da vivere la sessualità oltre la sessualità, da vivere l’amore oltre l’amore, da vivere oltre la vita, dal morire oltre la morte perché «chissà,» dice Virginia, «anche la morte potrebbe essere un’esperienza eccitante» e, prima di ogni altra cosa, sputa sui dettati della società, del matrimonio, della borghesia e «se non si può vivere come si preferisce, tanto vale essere come i nostri genitori».

E così nemmeno la società, il matrimonio, la borghesia impedisce che questi individui si amino perdutamente tra loro, in loro, al di fuori di loro, nel pieno rispetto di se stessi, tanto che le unioni più profonde si dimostrano essere quelle tra Vanessa e Duncan e tra Virginia e il marito, e il dolore fa parte di questo pacchetto che comprende la vita, la morte e la vera bellezza.

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Nell’età matura, Vanessa e Virginia prendono vita grazie a straordinarie attrici quali Eve Best e Catherine McCormack. Tre episodi per una miniserie straordinaria. Qui potete guardare il trailer e spero davvero di avervi convinti a guardarla! *——–*

A presto,

Arianna ❤

 

Iniziativa di beneficenza per Amatrice 2016

Iniziativa di beneficenza per Amatrice 2016

Storie di umani, di cani e di lupi

 

Buon sabato, lettori! :3

Ben ritrovati nel mio angolino di scrittura vissuta ❤ A volte mi capita di sentire la vostra mancanza e la mancanza di raccontarvi qualcosa, dalle storie che mi hanno preso l’anima ai pensieri che si susseguono nella mia mente…

Il 24 agosto 2016 l’Italia ha attraversato un momento buio e luttuoso, un terremoto ha colpito il bellissimo borgo di Amatrice e alcune località circostanti ed ha messo in ginocchio persone e patrimonio artistico.

Serena Bianca De Matteis, la scrittrice del romanzo Buck – di cui vi ho parlato qui *-*  –  ha quindi organizzato un concorso i cui racconti risultati idonei hanno costituito una raccolta i cui guadagni saranno devoluti interamente alla croce rossa italiana e al comune di Amatrice – di cui Serena ha parlato qui.

Buck, cane-lupo più lupo che cane o più cane che lupo, dipende dal punto del romanzo :p ci teneva tanto a fare la sua comparsa, e così in questi racconti il rapporto con gli animali e la natura ha un ruolo davvero notevole, perché tanti suoi amici cani hanno aiutato personalmente i nostri amici umani a salvare chi si è trovato sul luogo della tragedia.

Sono lieta di dire che il mio racconto, “L’alba e il bosco”, fa parte di quest’antologia dal nobile scopo. Abbiamo storie di umani, di cani e di lupi; storie d’amore e speranza, di rinascita e forza. Storie che hanno bisogno di me e di voi per raggiungere cuori lontani, in modo che il cuore di Amatrice continui a battere di volontà e di fede nella vita.

Per questo motivo l’antologia si chiama Buck e il terremoto. Si può acquistare a questo link, ora solo in ebook ma presto sarà disponibile anche la versione cartacea.

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Grazie mille a tutti voi! ❤

 

Arianna

La regina e la regina vergine dell’editoria

Ben ritrovati, lettori miei <3,

scusate l’assenza prolungata e il disordine *dà una spolverata* ma ho l’università, la vita, il guardare nel vuoto pensando al senso della vita *cof cof* a togliermi parecchio tempo, ma eccomi qui.

Parliamo di una questione spinosa con un esempio un po’ sui generis.

Una regina qualunque ma unica nel suo genere: la regina Vittoria d’inghilterra.

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Con un matrimonio d’amore – lei e il principe Alberto provavano un’attrazione reciproca ma fu Vittoria, nella sua posizione superiore di Regina, a fargli la proposta di matrimonio – e la nascita conseguente di ben nove figli.

Accade un po’ così agli autori che incappano con cognizione di causa in una casa editrice. L’autore si propone, la casa editrice accetta (alleluja! *-*) e dà il meglio per lui; vi è un contratto – il matrimonio non è un contratto anch’esso, d’altronde, per quanto un sentimento possa essere sincero? – in cui i ruoli, diritti e doveri vengono definiti.

Ora nessuno sa, per lo meno all’inizio, di essere o non essere il Pierre Bezuchov della situazione: cioè di essere apprezzati non per ciò che si è ma per i soldi che entreranno nella tasche di chi dichiara amore e fedeltà – Pierre, nel romanzo “Guerra e Pace” di Tolstoj, conquista infatti le attenzioni della bella Hèlene solo dopo aver ereditato un’ ingente somma di denaro.

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Si ricorda, infatti, che spesso non è il valore ad essere premiato ma la vendibilità del prodotto e solo in pochi casi vendibilità e valore coincidono.

Ma passiamo alla regina vergine più famosa della Storia: Elisabetta I. Per convenienza politica non si sposò mai ma fu sposa solo del proprio paese.

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Oggi c’è modo di pubblicarsi da soli: un autore può mettere la propria opera sul mercato attraverso la piattaforma online di Amazon, con una versione ebook ed anche cartacea, con ovvia e totale responsabilità dell’autore a cui spetta occuparsi – o trovare figure che si occupino – di editing, grafica e pubblicità.

Ma andiamo al dunque.

Pro di pubblicare con una casa editrice seria:

  • Lavoro di editing;
  • Lavoro di grafica professionale;
  • Pubblicità garantita (con organizzazione di presentazioni);
  • Distribuzione variabile;
  • Essere accettati da una casa editrice gratifica l’autore che prova l’emozione di essere stato scelto, di avere qualcuno che crede in lui tanto da investirvi (e/o nella vendibilità della sua opera);

 

Pro di pubblicare con l’autopubblicazione:

  • Totale indipendenza nel gestire piattaforme e pubblicità;
  • Il 70% sul prezzo di copertina e prospettiva generale di un guadagno maggiore nel caso di molte vendite e/o più immediato;
  • Manifestazione di sicurezza in se stessi;
  • Contatto diretto con i lettori, senza filtri;

Esempi di autori con libri in precedenza o ancora oggi autopubblicati che hanno ottenuto grande successo:

  • Anna Premoli, scrittrice italiana, vincitrice delPremio Bancarella 2013, è uno dei pochi esempi italiani che ha deciso di partire dal self – publishing. Il suo romanzo autopubblicato infatti, “Ti prego lasciati odiare“, dopo aver ottenuto un ottimo successo è stato acquisito dalla Newton Compton ed è finalista al Premio Bancarella. In una nostra intervista, realizzata pochi giorni dopo la vittoria al Bancarella, aveva ribadito come il self publishing fosse una grande opportunità per tutti coloro che vogliano raccontare una storia.

  • John Locke Autore americano che, con la serie dell’ispettoreDonovan Creed (a cui si è interessata acneh Hollywood), ha sforato per primo il milione di ebook venduti su Amazon e che ha così poi attirato l’attezione di una casa editrice chiudendo un contratto con Simon & Shuster, un editore tradizionale. L’autore si è servito della piattaforma Kindle Direct Publishing vendendo i suoi ebook a 99 centesimi l’uo e ora sono tradotti in 29 lingue.

  • Hugh Howey ha scritto nel 2011 la short novel “Wool” autopubblicata su Amazon e, promuovendosi tramite i social, è diventato un caso editoriale da un milione di dollari. E’ riuscito addirittura a gestire da solo la vendita dei diritti per la realizzazione della sceneggiatura da cui Ridley Scott sta per trarre un film ispirato al racconto. La sua ultima vittoria è stata quella di passare alla pubblicazione cartacea con Simon & Schuster senza però rinunciare ai diritti sugli e-book. Nel 2013 ci rilasciò un’intervista in cui,non solo ci confessò qualche aneddoto sulla sua pubblicazione, ma ci raccontò di come l’autopubblicazione rappresenti il futuro del mercato librario.

  • Dmitry Glukovsky è uno scrittore e giornalista russo divenuto famoso in Patria e in tutto il mondo per Gluchovskij è famoso in Russia per tre romanzi bestseller:Metro 2033, It’s Getting Darker (2007) e Metro 2034 (2009) e la prossima privare arriverà nelle librerie italiane anche “Metro 2035”. Le originali scelte di pubblicazione per Metro 2033, hanno portato lo scrittore russo a essere definito come non solo come colui che ha inaugurato il self-publishing, ma è stato sin dalle origini un progetto di cross-medialità. Dmitry ha, infatti, deciso di mettere online tutti i suoi libri gratuitamente e per tutti, volendo così dimostrare che è inutile avere paura della pirateria online, l’autore russo ha sempre pensato che se la storia piace, questa avrà successo indipendentemente da tutto.

  • Amanda Hocking. La storia della Hocking è ormai un caso editoriale di livello mondiale: è iniziato tutto il 15 aprile del 2010 quando l’autrice aveva bisogno di soldi e per guadagnare qualcosa decise di pubblicare i suoi libri sul sito amazon.com, dopo i numerosi rifiuti di pubblicazioni dalle diverse case editrici. La Hocking pubblicò il libro anche su Smashwords per renderlo disponibile anche ai possessori di Nook, Sony, eReader e iPad. Decise di pubblicare Switched , il primo episodio della trilogia Trylle, che in un solo mese le fece guadagnare più di 6,000 dollari. A gennaio del 2011 stava vendendo più di 100,000 copie al mese dei suoi libri e ad oggi la Hocking ha venduto più di 2 milioni di copie ebook col sistema del self-publishing e per 2,1 milioni di dollari, ha concluso un accordo con la St. Martin’s Press negli Stati Uniti e con la Pan Macmillan nel Regno Unito per la pubblicazione dei suoi libri che sono ora tradotti in più di 20 paesi.

Fonte: http://libreriamo.it/curiosiamo/5-autori-famosi-che-hanno-iniziato-con-il-self-publishing/

  • Elisa S. Amore ha autopubblicato il suo primo libro della Touched Saga ed è stata poi selezionata dalla casa editrice Nord ;
  • Carmen Bruni ha autopubblicato “Questione di Cuore” ed è stata poi selezionata dalla Fabbri Editori;

Contro di pubblicare con una casa editrice (piccola e/o poco seria):

  • Eventuali richieste di pagamento (se una casa editrice chiede soldi, non è seria);
  • Editing poco curato o inesistente (o a spese dell’autore!);
  • Percentuale più bassa sul prezzo di copertina (intorno al 10%, ma questo non riguarda la serietà delle case editrici, ma un recupero di guadagni conseguente al pagamento di diverse figure del settore, perciò inevitabile);
  • Distribuzione scarsa;
  • Pubblicità scarsa;
  • Contratti con risvolti spiacevoli (leggeteli bene!);

Come trovare ed essere selezionati da una casa editrice davvero buona? Be’… come in amore ci vuole solo fortuna – ma in questo caso anche talento e non dimentichiamo la vendibilità.

Contro di pubblicare con l’autopubblicazione:

  • Eventuale flop esclusivamente nelle mani dell’autore;
  • Il prezzo di copertina più basso (un prezzo ragionevole di un libro autopubblicato, con o senza editor professionale, non supera i 2,99 centesimi);

Ora, un’opera pubblicata da una casa editrice non è automaticamente una buona opera, così come un’opera pubblicata su Amazon non è necessariamente una cattiva opera; non è il valore ad essere messo in discussione.

Sono le condizioni dell’autore e cosa vuole fare quell’autore della sua vita artistica. Esclusivamente in base a quello ognuno fa la propria scelta, che non è giudicabile.

L’emozione di qualcuno che crede in voi e finire su uno scaffale, anche se fosse quello della vostra piccola libreria di paese per poi magari un giorno crescere in qualche modo, è maggiore di qualsiasi altro desiderio? Scegliete la prima opzione (e vi auguro con tutto il cuore di essere scelti);

vivere (quasi) solo di scrittura è il vostro sogno, come descrivono certi articoli americani (servono almeno tre libri autopubblicati per aspirare a una cosa simile, comunque), con il rischio di non riuscirci? Scegliete la seconda opzione (a meno che non vi ritroviate ad essere la nuova J.K. Rowling nell’altra opzione);

vi interessa solo la condivisione dell’opera con il vostro pubblico, a prescindere da tutto? Valutate entrambe le possibilità.

Che siate una regina nella “norma” o una regina vergine, ciò che più conta è la vostra felicità e la vostra realizzazione.

Semplicemente ciò che vi farà sentire più appagati.

Io mi trovo in un bivio – sì, scrivo da tanti anni e mi piacerebbe far arrivare le mie storie anche a cuori lontani – ma penso che sia più producente finire di revisionare la mia storia e poi pensare bene a cosa fare, senza precludermi niente.

Per il resto…

Buona fortuna a tutti voi, aspiranti scrittori! :3

Arianna